dirittoFamigliaGli ordini di protezione contro gli abusi familiari sono quei provvedimenti che il giudice, su istanza di parte, a seguito di specifica domanda rivolta al tribunale del luogo di propria residenza o domicilio, adotta per ordinare la cessazione della condotta del coniuge o di altro convivente che sia causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente. A seguito della presentazione della domanda il Giudice ordina al convivente reo della condotta pregiudizievole la cessazione della condotta e ne dispone immediatamente l’allontanamento dalla casa familiare.

Quali sono i presupposti per la loro concessione:

1) la convivenza:
L’applicazione delle misure di protezione presuppone che la vittima ed il soggetto cui viene addebitato il comportamento violento vivano all’interno della medesima casa e che vi sia un pregiudizio grave all’integrità fisica, “morale” o alla “libertà personale” (come violente aggressioni verbali e minacce di arrecare mali ingiusti) e presuppone l’esistenza di fatti violenti dai quali siano derivate non insignificanti lesioni alla persona, ma una situazione di conflittualità tale da poter prevedibilmente dare adito al rischio concreto ed attuale, per uno dei familiari conviventi, di subire violenze gravi dagli altri componenti del nucleo familiare.

2) una condotta gravemente pregiudizievole all’integrità fisica:
Autore delle condotte pregiudizievoli può essere sia un coniuge o convivente nei confronti dell’altro anche con l’appoggio e la partecipazione attiva degli altri familiari, sia il genitore verso i figli anche quando i maltrattamenti non sono commessi direttamente sulla persona del minore, ma indirettamente, nei confronti di stretti congiunti a lui cari, quali la visione da parte del minore di ripetute aggressioni fisiche alla madre da parte del padre; che dei figli verso i genitori.

La condotta pregiudizievole di regola è caratterizzata dal verificarsi di reiterate azioni ravvicinate nel tempo, consapevolmente dirette a ledere i beni tutelati, e non da singoli episodi compiuti a distanza di considerevole tempo tra loro.
Oltre all’allontanamento del familiare il Giudice che cosa può disporre:
Studio Legale diritto familiareIl Giudice con il provvedimento di allontanamento può in via accessoria:

1) prescrivere all’autore della condotta di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, ad esempio il luogo di lavoro, il domicilio della famiglia d’origine, di altri prossimi congiunti o altre persone ed in prossimità dei luoghi di istruzione dei figli della coppia, salvo che questi non debba frequentarli per esigenze di lavoro;

2) chiedere l’intervento dei servizi sociali, di un centro di mediazione familiare o di associazioni per il sostegno e l’accoglienza di donne, minori o di vittime di abusi e maltrattamenti; Con riferimento all’intervento dei servizi sociali anche in assenza di figli minori, il Giudice può sollecitarlo allo scopo ad esempio di sostenere il coniuge vittima della condotta pregiudizievole e, se possibile, di ricomporre il nucleo familiare, dando assistenza psicologica a ciascun membro della famiglia coinvolta nella vicenda;

3) disporre il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi che, per effetto dell’allontanamento dalla casa familiare del reo, rimangono prive di mezzi adeguati, fissando modalità e termini di versamento e stabilendo, se necessario, il versamento della somma all’avente diritto da parte del datore di lavoro dell’obbligato, detraendola dalla retribuzione allo stesso spettante.

Avv. Alessandra Sarri

Share Button