Incontri tematici di gruppo

consulenza-psicologica1

All’insegna del principio del piacere Ovvero… alla ricerca del soddisfacimento immediato.

Il principio di piacere e il principio di realtà erano considerati da Freud i regolatori del funzionamento psichico. Per tutta la sua vita l’essere umano tende a conseguire il piacere ed evitare il dispiacere, ma il “come” ciò avviene può determinare la qualità della nostra esistenza.

Dai tempi di Freud molte cose sono cambiate e interrogandoci oggi sul termine “piacere” le risposte potrebbero essere le più svariate. Sbirciando tra i vocabolari una delle definizioni possibili è questa: “… per ‘piacere’ si intende un sentimento o un’esperienza che corrisponde alla percezione di una condizione positiva, biologica e/o psicologica, proveniente dall’organismo”. In sintesi il
‘piacere’ è considerato come un’esperienza il cui contenuto è opposto al ‘dolore’;
e chi vorrebbe inseguire il dolore?

A volte però ci gettiamo all’inseguimento di un piacere senza porci troppe domande…ma chi di noi non si è mai trovato a confrontarsi con situazioni del tipo
“vorrei ma non posso”?! E proprio questo ‘vorrei ma non posso’ ci porta a riflettere:
certo una gratificazione immediata non può che farci star bene, ma troppo spesso l’appagamento immediato e incondizionato di un desiderio si scontra con i limiti della realtà e il non considerare i limiti che la realtà ci impone ci porta a non ottenere quasi mai ciò che vogliamo, con l’inevitabile conseguenza di un profondo sentimento di frustrazione e di rabbia.

Il contesto sociale odierno fomenta il soddisfacimento dei nostri desideri da realizzarsi nel “tutto e subito”, trasformando il desiderio in bisogno, con conseguenze a volte tragiche. Siamo portati ad assumere comportamenti orientati all’insegna del godimento immediato, senza riuscire a distinguere se quel bisogno viene da noi o è un desiderio indotto dall’esterno. E’ pur vero che talora quello che ci guida è un sentimento di appartenenza…ma spesso si tratta di un’appartenenza alle mode, che spesso ci fa perdere di vista ciò che siamo veramente e ci fa colludere con le convenzioni del riconoscimento da parte di questa o quella fascia sociale; “esisti in funzione di ciò che fai o di ciò che possiedi” piuttosto che per “ciò che sei”….insomma viene meno l’ascolto dei nostri bisogni e desideri più profondi ed autentici. Desideri..bisogni..aspirazioni…sarebbe bene far chiarezza dentro di noi su ciò che è irrinunciabile e ciò che è effimero.

L’immediatezza del bisogno, a pensarci bene, è una caratteristica infantile..
il bambino, infatti, all’inizio della sua vita è del tutto dipendente dagli adulti per il soddisfacimento dei suoi bisogni e non ammette rinvii; se il seno portatore di latte non è a disposizione lo allucina, ma l’inadeguatezza di questa modalità allucinatoria lo spinge ben presto a fare i conti con la realtà, anche se questa è spiacevole, e a capire che deve adeguarsi a ciò che è possibile ottenere e (ovviamente con il sano aiuto dei genitori) a poco a poco con la crescita riesce a interiorizzare che non tutto è facilmente e immediatamente a sua disposizione: qualcosa lo si può avere, qualcosa la si può raggiungere solo con l’impegno e la fatica, qualcosa non è proprio possibile ottenerla.

Se modelliamo la nostra vita in funzione del principio del piacere in qualche modo regrediamo a quello stadio infantile. Inseguire una soddisfazione immediata offusca la mente e si risolve in un rapporto perverso col mondo e con gli altri: gli altri esistono solo in funzione della realizzazione dei propri bisogni e desideri. Si costruiscono così relazioni sempre minacciate di autodistruzione e la conseguenza di tutto ciò è un dolente e drammatico sentimento di incolmabile solitudine.

Dott.ssa AnnaMaria Targioni Violani, Dott.ssa Ornella Spuntoni

“Felicità è conoscere i propri limiti e amarli” Romain Rolland (premio Nobel per la letteratura nel 1915)

terapia-di-gruppo-1-2ys1ictnadeta2k0nb0nwgI componenti del gruppo sono invitati a mettere in comune le proprie esperienze e i propri pensieri, liberamente espressi, sul filo conduttore del tema proposto.
Le conduttrici si limiteranno a coordinare il dibattito proponendone poi una sintesi alla fine di ogni incontro, nella convinzione che il confronto tra diverse esperienze favorisca di fatto l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé e di conseguenza un maggior benessere psicologico personale.

Il gruppo, aperto a tutti, sarà composto da un numero di minimo 5 partecipanti (maggiorenni)

Gli incontri si svolgeranno tutti i mercoledì dalle 20.45 alle 22.15 per un numero totale di 5 incontri.

Per iscriversi è previsto un colloquio individuale

Costo:100 euro (la quota, da versare in sede di colloquio, comprende la partecipazione ai 5 incontri e il colloquio individuale)

Coordinatrici: Dott.ssa AnnaMaria Targioni, Dott.ssa Ornella Spuntoni

Per informazioni e iscrizione: 06-68804195 cell. 342-8147919

e-mail: info@donnaascoltadonna.org

Share Button