Di John Wells . Con Meryl Streep, Julia Roberts, Ewan McGregor, Chris Cooper, Abigail Breslin. USA 2013
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Il film racconta la storia di tre sorelle che ritornano a casa in occasione del funerale del padre. Ad accoglierle trovano una madre tossicodipendente da psicofarmaci mentre il padre, presunto suicida, era un alcolista.

Seduta nella mia poltrona, al buio, mi sono sentita travolgere dal disastro di quella famiglia, da quelle donne capaci solo di buttarsi addosso frasi pesanti come macigni, con l’unico scopo di schiacciare.

osage_county In tutto il film ritornano i temi dell’abbandono e dell’inadeguatezza dell’altra e i rimproveri, i sensi di colpa che ne derivano.

Perché, mi sono chiesta, perché vivere in mezzo alle macerie?

Poi una scena mi è sembrata illuminante. Le tre sorelle sono sedute a chiacchierare apparentemente tranquille. E in quel momento si scopre che una di loro è stata operata di tumore.

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“Ma perché non ce l’hai detto?” chiedono le altre due.

“Perché, se ve l’avessi detto sarebbe cambiato qualcosa? Che avreste fatto?

Ecco: comunicare non ha senso. Non si da nemmeno all’altra la possibilità di scegliere se esserci o no.

Non si mette l’altra di fronte alla responsabilità di una relazione.

AUGUST: OSAGE COUNTYE’ una disperazione, l’abbandono e l’inadeguatezza sono interni e non possono essere modificati dalla realtà.

Ricordo quello che mi disse un giorno una mia amica:

“Ogni volta vado dai miei piena di speranza. Vorrei un nido, un calore che potesse accogliermi. Invece ritrovo soltanto quello che mi ha fatto andare via”.

E’ proprio questo girare a vuoto ci fa rimanere in mezzo alle macerie e bisogna interromperlo. E’ meno faticoso prendere mattone per mattone e ricostruire, imparando a comunicare e a rispettare.

 

Danila Cremonini

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