Il mio vicino Totoro

di Hayao Miyazaki. Con Chika Sakamoto, Hitoshi Takagi, Noriko Hidaka, Shigesato Itoi, Tanie Kitabayashi. Giappone 1988 il_mio_vicino_totoro

A volte per vivere un’emozione bisogna aspettare più di vent’anni. Tanti ne sono passati infatti da quando apparve nei cinema giapponesi Il mio vicino Totoro, diretto da Hayao Miyazaki , già regista di culto in patria grazie ai successi di Nausicaa e Laputa. Con Totoro il regista raccontava per la prima volta il mondo a lui più caro, quello dei bambini, in cui il dettaglio più insignificante rappresenta una grande scoperta e un sentiero poco battuto è l’inizio di una grande avventura. La storia, ambientata negli anni ’50, racconta l’indimenticabile estate vissuta dalle sorelle Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) , trasferitesi assieme al padre a Matsu no Gô, un piccolo villaggio di campagna circondato da foreste, campi coltivati, fiumi e molte risaie, lontanissimo dagli stereotipi del Giappone supertecnologico, per stare più vicine alla madre, ricoverata in ospedale per una malattia. totoro-miyazaki-586x329 La piccola Mei, dopo aver esplorato la casa e i dintorni, s’imbatte in una piccolo e curioso animaletto bianco con due buffe orecchie:seguendo le sue tracce, giunge ad un altissimo albero di canfora al cui interno vive Tororo, lo spirito dei boschi, una enorme creatura pelosa e morbida. Totoro si dimostrerà gentile con le due bambine e permetterà loro di ritrovarsi quando Mei, allontanatasi per portare un regalo alla madre, si perderà nel dedalo di stradine in mezzo al verde.

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Totoro, il guardiano della foresta, rappresenta l’incontro con ciò che è meraviglioso e protettivo, il bello è che continua ad esistere e ad agire sotto i nostri occhi anche nei momenti di difficoltà, basta saperlo cogliere.
Nel film gli esseri “fantastici” vengono visti solo dai bambini, perchè loro vogliono vederli, è il loro sguardo che è in grado di coglierli.
Attraverso il linguaggio della favola il regista ci ricorda che quel piacere di meravigliarsi appartiene al genere umano e può sempre essere recuperato anche quando non si è più bambini.

Esiste ciò che si vuole vedere.

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